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VIII GIORNATA DELL’ECONOMIA

Conferenza stampa del 10 maggio 2010

I preconsuntivi del 2009 dei principali organismi internazionali illustrano senza ambiguità sia l’intensità della fase recessiva sia la sua straordinaria diffusione. Nei principali paesi industrializzati la caduta del pil nel 2009 è stata rilevantissima: Stati Uniti -2,5%, Giappone -5,4%, Gran Bretagna -4,8%, Spagna -3,6%, Germania -4,8%, Francia -2,4%, Italia -4,8%. Particolarmente negativo appare il risultato di Giappone e Italia perché fa seguito ad un 2008 già con il segno negativo. In altri più piccoli paesi dell’Occidente, soprattutto del Nord Europa, l’impatto della crisi è stato ancora più devastante: -8,5% l’Islanda, -7,5% l’Irlanda, - 6,4% la Finlandia. Diversa la situazione delle grandi economie emergenti: Cina e India hanno registrato solo un rallentamento delle loro economie (rispettivamente +8,7% la Cina contro il +9,6% del 2008 e +5,6% l’India contro il +7,5% del 2008); il Brasile ha registrato una modesta contrazione (-0,7%).

Il PIL dell’Abruzzo nel 2009 ha subito una flessione del 3,3%, quello della Provincia (-5,4%) si è contratto in misura molto superiore a quella media regionale.

Secondo le valutazioni del Centro Studi di Confindustria, è improbabile che si riesca nel corso del 2010 a realizzare un incremento superiore all’1%

POPOLAZIONE

Con riferimento alla popolazione residente – dati 2008 – in Abruzzo si contavano 1.334.675 residenti, nella provincia dell’Aquila 309.131 di cui 19.079 stranieri (6,2% del totale, a fronte di un valore medio regionale del 5,2%).

IL SISTEMA DELLE IMPRESE

In Italia nel 2009 si è verificato un leggerissimo incremento rispetto all’anno precedente (0,28%). Persiste un certo dinamismo delle società di capitali, che fanno registrare un saldo positivo di 45.000 unità. D’altro canto, si riduce il numero delle ditte individuali, con un’ulteriore penalizzazione per quelle operanti nel settore dell’artigianato.

In Abruzzo, si riscontra una situazione di evidente crisi dal lato delle ditte individuali artigiane che, per la prima volta dal 2003, l’anno scorso hanno mostrato una contrazione dell’1,06%.

All’interno del Registro delle Imprese della Provincia dell’Aquila risultano iscritte (dato al IV trimestre 2009) 30.790 imprese, 350 in più rispetto allo stesso periodo del 2008.

Nel corso del 2009 sono state 569 le aziende che hanno iniziato ad operare e 468 quelle che hanno cessato l’attività, determinando un tasso di sviluppo dello 0,9% su base annua.

Ciò che si rileva è la presenza sempre maggiore delle forme giuridiche più complesse, cioè società di capitali (pari a 5.230) e quelle di persone (6.050) rispetto alle ditte individuali ed alle altre forme giuridiche.

In sostanza, nel IV trimestre 2009 a fronte di 146 società di capitale iscritte se ne sono cancellate 22, le società di persone sono state 81 a fronte di 37 cessazioni, le ditte individuali 305 contro 397 cessazioni.

Vale la pena notare un’accentuazione della mortalità concentrata fra il I ed il II trimestre 2009, in concomitanza con il periodo immediatamente pre- e post-sisma. In valori assoluti, peraltro, l’andamento appare sostanzialmente costante nel corso dell’anno.

Il 2009 è risultato meno oneroso per le imprese in “rosa”: -1,2% rispetto al – 1,6% delle imprese al maschile.

Tale migliore tenuta (in termini relativi) è dovuta anche al contributo dato dalle attività avviate da donne extracomunitarie immigrate.

Al IV trimestre 2009 risulta aumentata – seppur di poco – la quota dei titolari donne di ditte individuali rispetto al 2008 (dal 25,5% al 25,6) pari in valore assoluto a 862.894 unità, prevalentemente concentrate nel commercio, agricoltura e servizi.

In Abruzzo, la percentuale di donne sul totale dei titolari è pari al 30,3%, percentuale che all’Aquila sale al 30,8% pari a 5.649 unità, registrando però una variazione in negativo rispetto al 2008 pari a -2,9% e facendo collocare L’Aquila all’86° posto fra le Province d’Italia.

I settori nei quali più spiccata è la presenza di imprenditrici-donna sono l’agricoltura con 1.653 aziende, il commercio e la ristorazione che ne contano 2.928, altri servizi alla persona con un totale di 638 imprese.

L’INNOVAZIONE

Uno degli indicatori della propensione ad innovare è costituito dalle domande di marchi e brevetti: la brevettabilità di un processo produttivo, di un prodotto o di un’idea imprenditoriale dà il polso della maggiore o minore carica innovativa della compagine imprenditoriale.

In Abruzzo si registra un andamento sostanzialmente stabile dal 1998 al 2009 con una punta nel 2006 per 129 domande d’invenzione presentate. Nel 2009 le domande sono state 70 con L’Aquila fanalino di coda (n° 4 domande presentate).

In quanto ai marchi, le domande presentate all’Aquila nel 2009 risultano 53 su un totale regionale di 601.

IL MERCATO DEL LAVORO

Nel 2009 il tasso di disoccupazione dell’Abruzzo ha raggiunto l’8,1% con una punta all’Aquila del 9,9% che in termini assoluti corrisponde a circa 12.000 unità.

Fra i maschi il tasso di disoccupazione ha toccato l’8% mentre fra le donne si è registrata una maggiore sofferenza con una punta del 12,6%.

Nelle altre Province abruzzese la situazione in termini occupazionali ha mostrato un andamento relativamente migliore a Teramo con il 6% ed a Pescara con il 7,9%, mentre a Chieti si è superata la media regionale, toccando l’8,5%.

LE ESPORTAZIONI

Nel 2009 l’Abruzzo le vendite all’estero dell’Abruzzo sono state pari a 5 milioni 218 mila euro (di cui 698 milioni 416 mila rappresentati dalla provincia dell’Aquila).

I principali mercati di sbocco delle esportazioni della provincia dell’Aquila sono l’Unione Europea (41%) e l’America Settentrionale (30%). La percentuale dell’export di prodotti specializzati ed high-tech è stata pari al 70,7% (52,6% in Abruzzo).

Nel confronto con l’anno precedente emerge una situazione di sofferenza abbastanza diffusa con un –29,9% all’Aquila, -26% a Teramo, -11% a Pescara e –35,2 a Chieti. L’Abruzzo si colloca a –31,7%, risultato sensibilmente peggiore rispetto al dato globale dell’Italia, pari a –21,4%.

IL SISTEMA FINANZIARIO

Sulla base dei dati del CRESA, in Abruzzo nel corso del 2009 non si sono verificate variazioni nella consistenza delle Banche mentre è aumentato il numero di sportelli operanti in Regione pari a +0,6%, andamento in controtendenza rispetto a quello italiano (-0,3%).

I depositi effettuati dalla clientela abruzzese, a prescindere dalla localizzazione degli sportelli nei quali tali operazioni vengono svolte, hanno fatto registrare un aumento del 13,2% rispetto al 2008. Tutte le province abruzzesi nel corso del 2009 hanno mostrato un andamento positivo, con un picco all’Aquila pari al +32,5% con un altrettanto considerevole aumento dei depositi (+80,6%) effettuati dagli Aquilani nelle banche maggiori.

Anche gli impieghi mostrano un incremento pari a +1,8% rispetto al 2008 ed in controtendenza rispetto all’andamento italiano che ha fatto registrare un –0,9%.

I FLUSSI TURISTICI

Da fonte Unioncamere, i flussi turistici in entrata in Abruzzo sono stati i seguenti.

I viaggiatori stranieri all’Aquila nel 2009 sono stati 41.000 unità a fronte di 410.000 nell’intera Regione. A Pescara sono stati 226.000, a Teramo 85.000.

In quanto ai viaggiatori italiani, all’Aquila nello stesso periodo sono stati 72.000, nella Regione 444.000, nella Provincia di Pescara 158.000 ed a Chieti 122.000.

L’ISTRUZIONE

Con riferimento all’a.s. 2009/2010, su 1.338 punti di erogazione del servizio scolastico in Abruzzo, sono presenti 521 scuole dell’infanzia, 475 primarie, 211 secondarie di primo grado e 131 di secondo grado.

In provincia dell’Aquila si registrano 137 scuole dell’infanzia, 136 scuole primarie, 51 di primo grado e 36 di secondo grado per un totale di 360, il che colloca L’Aquila al secondo posto regionale dopo Chieti con una presenza di 412 scuole in totale.

Nel considerare le scuole secondarie di secondo grado, emerge un dato significativo ed abbastanza omogeneo a livello regionale: la tendenziale predominanza delle scuole tecniche rispetto ai Licei. Su 61.357 alunni abruzzesi, 20.759 risultano iscritti nelle scuole tecniche, 6.425 al Liceo classico, 15.130 in quello Scientifico.

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