Natalità e mortalità delle imprese registrate presso la Camera di Commercio dell’Aquila – Anno 2010
Il quadro generale
Il 2010 è stato un buon anno per il sistema delle imprese della provincia dell'Aquila che ha fatto registrare un aumento di ben 838 aziende, portando le imprese produttive alla fine di dicembre a 31.010 unità, di cui 26.176 attive.
Nel periodo considerato, il numero delle imprese di nuova costituzione è stato pari a 2.323 unità contro 1.485 cessazioni (valore al netto delle cancellazioni d’ufficio ai sensi del Dpr 247/2004) determinando un saldo (+838 unità) mai realizzato negli ultimi dieci anni.
Dopo il picco del 2005, quando il sistema crebbe di 524 unità in tutti gli anni successivi la differenza tra iscrizioni e cancellazioni è stata contenuta per poi tornare a crescere nel 2009 e quasi a raddoppiare nel 2010 rispetto all'anno precedente.
Il tasso di crescita delle imprese complessivamente si è rivelato pari a +2,72%, ponendo L'Aquila al primo posto della graduatoria di tutte le province italiane. Il valore medio del tasso di crescita per l'Abruzzo è stato pari a +0,52% e dell'Italia pari a +1,19%.

Tra le province abruzzesi dopo L'Aquila è la provincia di Pescara a mettere a segno la maggiore crescita dello stock delle imprese in termini relativi, mentre Chieti fa registrare l’incremento peggiore in termini sia assoluti che in percentuale.

Le forme giuridiche
E’ ormai da considerarsi un fenomeno di lungo periodo la crescita preponderante delle società di capitali, che con un saldo positivo pari a 448 unità contribuiscono al 53% del saldo totale del sistema imprenditoriale aquilano. Sono infatti proprio queste forme societarie a far registrare nel 2010 il più alto tasso di crescita (+8,57%), determinato da ben 576 iscrizioni e 128 cessazioni.
Sono nate anche 314 società di persone e ne sono cessate 208; sono nate 1332 ditte individuali e ne sono cessate 1119 (al netto delle cancellazioni d’ufficio che hanno riguardato
esclusivamente queste tipologie di imprese); sono nate, infine, 101 imprese che hanno adottato una diversa forma societaria e ne sono cessate 30.

Il peso complessivo delle società di capitali è pari al 18,3% del totale delle aziende, valore al di sopra di 5 punti percentuali rispetto al 2003 in cui era solo del 13%. Le ditte individuali evidenziano un fenomeno opposto con un peso del 57,8% nel 2010 contro il 65% nel 2003. La quota delle Società di Persona è in leggero aumento: il loro peso passa da 19% del 2003 a 19,8% del 2010, come pure le altre forme giuridiche (quota pari a 4,1%) modestamente in crescita rispetto al 2003 (3,6%).
I settori di attività
La disaggregazione dei dati per settori di attività economica fa emergere una dinamica negativa per i tre grandi settori tradizionali (agricoltura, manifattura e commercio), che registrano dei saldi rispettivamente di -147, -29 e -84 unità produttive nell'anno 2010. Già negli anni precedenti avevamo assistito al risultato positivo del settore delle costruzioni, che ha raggiunto il suo massimo nel periodo post terremoto, per attestarsi nel 2010 ad un saldo, al netto delle cancellazioni d'ufficio, di +206 imprese, risultato di 470 iscrizioni e 264 cessazioni.
Crescenti opportunità di fare impresa provengono dai settori dei servizi di informazione e comunicazione (saldo pari a +17 unità), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+16 unità) e dai servizi di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+15 unità).
Gli altri settori mantengono sostanzialmente inalterata la base imprenditoriale.
